Un’architettura che ascolta il luogo, un gesto essenziale che si integra nella morfologia del terreno e dialoga con il paesaggio mediterraneo, generando spazi abitativi che emozionano.
Sulla costa settentrionale della Sicilia, Villa Uzeta definisce un’architettura discreta, integrata con il paesaggio e a bassa densità.
Il lotto è caratterizzato da due elementi naturali predominanti: una dorsale rocciosa che lo attraversa trasversalmente e un uliveto che struttura il paesaggio agricolo circostante. Questi elementi diventano matrici generative del progetto, guidando la disposizione dei volumi in modo da preservare le visuali e mantenere l’uso agricolo del suolo. L’edificio si sviluppa su un unico livello, articolato in due volumi parzialmente incassati, riducendo l’impatto visivo e rispettando la scala dell’insediamento rurale.
Il progetto segue le curve naturali del terreno, organizzandosi su due quote principali. Alla superiore si collocano il solarium e la piscina, privi di volumi emergenti; alla inferiore si sviluppano gli spazi abitativi, organizzati attorno a corti aperte. L’incasso dei volumi lascia libera la vista della dorsale rocciosa, elemento dominante dello spazio e limite naturale dell’abitare.
La casa reinterpreta la tipologia rurale siciliana a corte aperta. I due volumi, sfalsati e ruotati di novanta gradi, generano patii verdi che favoriscono luce naturale e comfort microclimatico. Le funzioni di zona giorno e zona notte si distribuiscono tra i volumi, connessi da una leggera tettoia in acciaio corten che funge da filtro climatico e visivo, schermando le superfici vetrate e attenuando i riflessi verso il paesaggio. La tettoia definisce inoltre uno spazio di mediazione tra interno ed esterno, immerso nell’uliveto, e regola la permeabilità visiva dell’architettura.
Il paesaggio non è sfondo, ma parte integrante dello spazio abitato: la dorsale rocciosa a nord e i filari di ulivo a sud delineano i confini percettivi, dissolvendo il confine tra costruito e natura.
I materiali rafforzano il dialogo con il contesto: intonaco chiaro, pietra locale di Custonaci e vetro si combinano con l’acciaio corten, scelto per le sue tonalità terrose. Gli spazi esterni sono pavimentati con pietra drenante e terra stabilizzata, mentre la piscina a sfioro, con finitura scura, richiama i colori degli abbeveratoi rurali, integrandosi armoniosamente nel paesaggio.
Nel suo complesso, Villa Uzeta propone un’architettura misurata e silenziosa, che reinterpreta la tradizione rurale mediterranea attraverso un approccio paesaggistico e sostenibile, riconoscendo nel territorio la vera materia del progetto.
La piscina e il solarium, posizionati alla quota superiore, aprono la vista sul paesaggio rurale e permettono di osservare i volumi della casa al livello inferiore, integrando l’architettura nel contesto mediterraneo.
I volumi della villa, parzialmente incassati nel terreno, riducono l’impatto visivo e valorizzano la parete rocciosa, che diventa l’elemento dominante dello spazio.
Le due vetrate allineate sui lati lunghi creano trasparenze passanti, collegando il soggiorno con il paesaggio naturale circostante e favorendo illuminazione e comfort microclimatico.
La corte connette visivamente la zona giorno con la piscina, organizzando gli spazi esterni e valorizzando il paesaggio circostante.
Il passaggio vetrato tra le quote del terreno definisce il percorso verso la zona notte, integrando interno e paesaggio.
Il letto, realizzato su misura in legno di castagno, definisce lo spazio della camera; la testata si trasforma in scrivania, valorizzando la connessione visiva con il paesaggio circostante.